Roma - Ovvio che lui dica: «Questo non è un disco di mestiere». Ovvio perché Questo sono io è probabilmente il miglior album di Gigi D’Alessio da un bel pezzo a questa parte. Ispirato. Essenziale. Suonato molto bene da fior di musicisti. E pazienza se qualcuno relega ancora questo cantante - testardo come pochi - tra i semplici fenomeni di costume, sapete quelli che, parlando di Napoli e napoletanità, si liquidano su due piedi con un commento scandalizzato o malizioso. Volenti o nolenti, Gigi D’Alessio sa comporre, sa suonare e ha un pubblico che lo seguirebbe anche a scatola chiusa. Meglio di così. Perciò lui, dalla sua villa hollywoodiana alle porte di Roma, parla sereno del nuovo album e di ciò che rappresenta: una confessione a cielo aperto sulla propria vita, quella che ha vissuto lui, mica quella raccontata dai pettegolezzi. Ma come Gigi D’Alessio, vuole di nuovo che si parli di lei, del suo legame con Anna Tatangelo e di tutte quelle storielle che hanno intasato i ...