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12 hours ago
Domenica sera, un'orchestra sinfonica, soprani e tenori, un pubblico attento e partecipe, alcune arie di opere famose. Può la Musica portare in un'altra dimensione? Toccare corde che nemmeno immaginavi di avere? Cos'è questo mistero che porta? Come fa ad esplorarti fino in fondo all'anima? A farti estraniare dal resto del mondo? Da dove arriva questo incanto? Non sono solo suoni. E' ben di più. Molto di più.
10 days ago
Un cd, un giornale, un programma, le foto. Ma vi ricordate l'attesa per lo sviluppo delle fotografie? Quanto le rendeva desiderabili? E l'ansia dell'attesa? Ora abbiamo una schedina digitale, addio vecchi rullini. Un cavo, e il gioco è fatto. Anzi, ancor prima, direttamente dal display della macchina, puoi già vederle. Niente attesa, niente immaginazione, niente trepidazione. Ora fai una foto al divo che incontri per strada e..."no, scusa, la possiamo rifare? E' venuta male..." Prima si scattavano decine di foto, anche perché i rullini e lo sviluppo costavano. Ora si hanno cartelle piene di migliaia di fotografie, di cui molte venute male. Non c'è nemmeno quel gusto a vederle. E la musica? Per fare le mie compilation, ricordo che aspettavo il momento buono alla radio per registrare su cassetta quella tale canzone. Oppure, se l'artista mi interessava veramente, compravo il cd e leggevo ogni noticina contenuta nel libretto. Ora? mulo o i-tunes, si scarica di ogni, e magari ...
21 days ago
crollava un muro. Non uno qualunque. IL muro. Quel muro che divideva una vita normale da una vita priva di libertà e di alcuni elementari diritti. Che segnava la differenza tra democrazia e dittatura. Un odioso confine tra l'essere Uomo e il negare d'esserlo.
31 days ago
Sono molte. Sono le più importanti. Sono quelle che ho paura di esprimere perché mai troverei le parole adatte. Sono quelle che, per esprimerle, non trovo mai il momento veramente giusto. Sono quelle che non vorrei mai venissero fraintese. Sono, chissà perché, le più difficli da dire. Eppure, le più belle da sentirsi.
34 days ago
Cazzeggiando in internet, ho ritrovato un mio vecchio post del 22/04/02: non volevo perderlo e lo riposto qui, in questa sorta di diario/memoria pubblica. " Tornavo verso casa, dopo lavoro. Vengo raggiunta da una chiamata al cellulare che mi fa gelare il sangue. Mentre corro verso l'Associazione, mi vengono subito in mente altre scene, ma soprattutto altri soccorritori andati incontro alla morte. Arriviamo. Un cordone ben nutrito di forze dell'ordine presidia la zona ed impedisce l'entrata ai non-soccorritori. Ovunque girassi gli occhi: per strada, dentro, lassù. Tanti fogli di carta continuavano a cadere giù. Siamo saliti al 25° piano dove i nostri gruppi elettrogeni illuminavano quel che restava di quel piano. Il giorno dopo, tolti i detriti, scopro che la soletta di quel piano si era sfondata tantissimo, una cosa paurosa! Un disastro. Nel frattempo, un grande pezzo di vetro si schianta, trafiggendola, una delle nostre auto di servizio, e p er ...



