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261 days ago
http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/i-laureati-pagano-la-recessione-gi-le-richieste-delle-imprese/3589488 Qual è l'intelligenza richiesta oggi dal mercato? La valutazione, e dunque il peso economico dell'intelligenza, è certamente legata al suo valore d'uso, cioè al bisogno del mercato. Se ieri, diciamo negli anni '80-'90, in pieno boom del (discutibile) mito del manager, le doti richieste sul mercato erano grintosità, spregiudicatezza, decisionalità e resistenza allo stress, in anni recenti sono emersi sul campo ben altri standard dell'intelligenza. Ricordate il valore assunto all'improvviso nel curriculum, appena dieci anni fa, dalla conoscenza web? Esplodeva la tecnologia e ovviamente servivano nuove competenze: l'intelligenza informatica. A poco a poco, visto che con i computer abbiamo preso tutti confidenza, si è creato un bisogno diverso, diciamo di nuova umanità. Per bilanciare il pericolo di professionisti troppo rigidi e ...318 days ago
Una mia giovanissima amica è una fanatica dei centri commerciali. Sostiene che non sono per niente freddi e anonimi, senza identità. Anzi, sono pieni di gente che si diverte a mangiare, comprare, passeggiare, vedere un film. A Siracusa come a Roma o Milano ormai funziona così. Il sabato sera i ragazzi si riuniscono nelle piazzette dei centri commerciali. Vanno nel pomeriggio, così hanno il tempo di fare vetrinaggio o shopping e poi restano lì, fra multisale e pizzerie. Insomma fanno notte e il sabato va. Non importa se le piazzette dove si ritrovano non hanno un nome, lampioni o gatti, e luci dietro le finestre. Ogni gruppo le ha battezzate a modo suo: c’è la piazzetta di Benetton e quella della scala-mobile; l’importante è che per loro resti la stessa, riferimento fisso ogni sabato sera. E poi chi me l’ha detto che sono asettiche e anonime? C’è una luce sparata che piove su ogni cosa, e c’è la musica che ti insegue ovunque, come l’odore amatissimo delle patatine fritte. Sarà. ...334 days ago
Miei cari amici, compagni di viaggio tre le multistrade della blogosfera, vicini geograficamente o per comune sentire, vorrei tanto augurarvi un anno felice, un anno di serenità e prosperità e tutte quelle belle cose che si augurano di rito ogni fine anno: frasi fatte e auguri standard da copia-incolla da distribuire a tutti voi. Ma sinceramente sono un po' stufa di vacue smancerie e delle solite formalità. Ma soprattutto di fingere una leggerezza che non provo perchè non c'è, almeno nel mio sentire. Non sono triste né pessimista ma vero è che tra guerre in corso, crisi economica e situazione politica del nostro paese non c’è molto da stare allegri. Ma finchè c’è la salute… Non è più tempo di manna dal cielo o di inutili parole pro o contro qualcuno o qualcosa. Ognuno di noi, nel suo piccolo o nel suo grande che sia, deve sforzarsi di rendere le cose migliori. Rimbocchiamoci dunque le maniche per diventare protagonisti e non spettatori della società e della nostra vita. E ...
344 days ago
Davvero l’abbiamo perduto il Natale? E dove l’abbiamo perso? Ma no, dai, non è vero che l’abbiamo perduto. Dipende da dove lo cerchi. Non certo nel silenzio, nel buio, sotto un albero o in qualche altro posto strano e selvatico. Natale rifulge nei centri commerciali, coi manichini che fanno i presepi viventi e le commesse vestite da babbo natale. Lo trovi dove non te l’aspetti, con gli angeli che ammiccano fra mutande e reggiseni in paillettes. Ma se fai lo schizzinoso o il bigotto, no, il Natale non lo vedi. E invece guardati intorno, accendi la tv. Come fai a non sentirlo? Tutto è colorato di rosso, sembra che una mano invisibile abbia riverniciato di notte tutte le cose in città, e persino i fruttivendoli del centro, non potendo dipingere la verdura, la infiocchettano coi nastri rossi. E poi , scusa, non hai visto quanti bei film di Natale sono usciti sugli schermi, a base di romantiche corna natalizie e mistici reggicalze? Non li sfogli i giornali e le riviste? E ...349 days ago
Cos’è rimasto di virtuale nel virtuale? E cos’è questo pericolo del virtuale che insidia la nostra incolumità psichica, le nostre residue capacità relazionali, minacciando di impoverire il nostro tempo e la fisicità? Ad esempio le relazioni. Internet, o meglio blog e chat – dicono i detrattori – ci inselvatichiscono, ci rendono inabili alle relazioni umane, sostituendo a quelle vere quelle online artificiali. Falso falsissimo. Metà delle coppie composte negli ultimi anni si sono incontrate e riconosciute su Internet che grazie alle lunghe confidenze scritte assicura una conoscenza che la vita normale, solo parlata e agita, non consente. E che dire dei blog che regalano un’informazione continua, democratica e svariatissima su tutto, aggregando persone e gruppi intorno ai temi più sconfinati, dall’epatite B ai pini del Koala, passando ovviamente per la politica e la riforma Gelmini. C’è qualcosa oggi, finita l’era delle piazze e delle fedi, che fa più comunità dei blog, che ...


