Ultimo giorno a Franceville, ultime ore d’Africa. Domani prenderò il treno, mi allontanerò progressivamente da una realtà che ha piacevolmente catturato la mia attenzione in questi 45 giorni. Il soggiorno è durato abbastanza, la fine giunge al momento giusto, molte cose ho visto e vissuto; c’è parecchio materiale per riflettere. Nonostante qui mi sia trovato stupendamente, ho voglia di tornare, di riabbracciare la mia terra, i miei cari. Non vedo l’ora di scendere dall’aereo e sudare nell’afa di Milano, di svuotare lo zaino, di sdraiarmi a casa, di mangiarmi una bella pizza! E di trascorrere qualche giorno in montagna per rientrare gradualmente nei ritmi italiani. So che un giorno, neppure tanto lontano, tornerò a maledire la routine quotidiana e a ricordare i bei giorni passati nel continente nero. È normale e giusto che sia così. Lo chiamano “mal d’Africa”, credo sia nostalgia per uno stile di vita semplice e naturale, per il calore e la spontaneità della ...
Avrei ancora molte cose da scrivere su questo blog. Potrei farlo comodamente da casa; la connessione è anche più veloce. Ma non sarebbe la stessa cosa. Temo non avrei nemmeno più la voglia di mettermi li a pensare. Pertanto tutti queste considerazioni resteranno non scritte, le lettere rimarranno non digitate. Soltanto uno pensiero ci tengo che non venga a mancare ed è per ringraziare tutte le persone che hanno permesso che questo viaggio potesse realizzarsi e tutti coloro che qui in Gabon mi hanno accolto con estrema gentilezza. Senza di loro il mio soggiorno sarebbe stato notevolmente più complicato. Tra queste persone ci sono padre Lorenzo, di cui ho già parlato, e padre Elia. Di Elia avevo vaghi ricordi per gli anni passati come sacerdote a Segrate. Non potevo sicuramente immaginarlo ora cosi com'è. Originario di Mandello sul lago di Lecco, non poteva che adattarsi splendidamente al modo di vivere africano. Con un braccio tremolante per una ignoto malanno qui ...
Il 17 agosto è festa nazionale. Scorrono fiumi di birra e di persone. Si festeggia la ricorrenza dell’indipendenza del Gabon dalla dominazione francese avvenuta nel 1960. Da allora il Gabon è divenuto repubblica presidenziale. Solamente due presidenti si sono succeduti al governo della nazione; quello attuale, Omar Bongo, è in carica da più di quarant’anni. Un record. Come abbia fatto questo minuto omino a restare così a lungo al potere è un mistero. Sicuramente è un uomo astuto, almeno quanto corrotto. La sua effige compare su molte delle stoffe colorate con le quali si cuciono i boubou femminili o le vistose camice degli uomini. Sue ville sono sparse per il paese; qualsiasi struttura che sia diversa dalle anonime abitazioni popolari, esiste perchè lui l’ha voluta o ha concesso il permesso per costruirla. Su innumerevoli magliette e nei luoghi pubblici capeggiano slogan e diciture del suo partito che è detto partito democratico gabonese (pdg) anche se di fatto non pare ...
Lorenzo si è portato dall’Italia un grande borsone pieno zeppo di giocattoli per bambini dai 5 ai 10 anni e più. Vi sono palline di ogni tipo, pupazzetti, macchinine, boomerang, pistole lanciapalline... una manna per i piccolini. Mentre attendiamo al bar che il meccanico rimetta in sesto la jeep, Lorenzo apre il borsone dei balocchi entrando nelle grazie di un gruppetto di fanciulli che ci guarda con circospezione. Non passa molto tempo che tutto il circondario sa. Si mormora di un prestigiatore bianco che tira fuori conigli (di peluche) e palline dal borsone. Creature scalze saltellanti accorrono a frotte implorando uno dei magnifici “cadeau”. La bontà d’animo di Lorenzo e gli sguardi imploranti dei piccolini, fanno sì che ciascuno riceva il suo gradito omaggio. La consegna è sempre un momento particolare: i bambini si accalcano tentando di carpire qualcosa dalle mani del donatore. I più grandi ottengono in genere i gadgets migliori, cedendo obbedienti il surplus agli amici. ...
Quest’oggi invece ci siamo spinti in direzione di Lekonì, villaggio a nord-est di Franceville, a pochi kilometri dal confine col Congo Democratico, laddove la foresta equatoriale lascia il posto ad un ambiente simile alla savana. Un vastissimo altipiano si distende fino ad occupare una consistente parte del Congo. Pur potendo scambiare il paesaggio per quello di un deserto, in realtà la zona è molto ricca d’acqua. È qui che prendono origine i grandi fiumi del paese. Nel nostro programma da “turisti” c’è una sosta sull’altipiano, una visita al canyon poco lontano dal Congo, ed infine un bagno nelle acque limpide di un fiume nei pressi del villaggio. Riusciamo soltanto a fare due delle soste programmate a causa di un guasto alla Land Rover che da quando l’ho denominata indistruttibile qui sul blog, ha cominciato a perdere i pezzi ogni tragitto di più. Le acque limpide e turchesi del fiume nel quale ci tuffiamo sono immerse in un oasi verde. Ci lasciamo ...