My MSN

Click OK to add this content

 
Content Preview: rss
-+"For we know our duty is trust"
800 days ago
Forse sarà solo che è riniziata la stagione di approfondimento di La7, con il sempre presente Otto e mezzo di Giuliano Ferrara e L'Infedele di Gad Lerner, forse sarà il clima politico che mi stimola, ma una domanda che mi pongo spesso in questi giorni è: cosa fa funzionare uno Stato? Ed a dire il vero, la domanda è estensibile: cosa fa funzionare una istituzione? Una organizzazione? Una struttura sociale di qualsivoglia tipo, dalla più semplice (una coppia) alla più complessa (una federazione di Stati)? La risposta è di una semplicità sconcertante: la fiducia. La fiducia non solo nell'altro, ma anche nel "superiore", nel "gestore", nell'"amministratore". Incredibilmente, sembra mancare questo nella nostra Italia d'oggi (e forse è sempre mancato). Siamo ai fatti di attualità parlando della "risposta alla politica" con i vaffa: che sia antipolitica o meno ha poca importanza per quello che voglio dire, poichè essa segnala una ...
-+IMQ
803 days ago
Chi non ricorda quella vecchia pubblicità, con un cane, due bambini e tanti elettrodomestici, dove veniva insegnato a fidarsi di una sola attestazione di qualità? Era una pubblicità simpatica, fatta per colpire anche i più giovani e non solo i diretti interessati. Al di là della nota nostalgica, mi ritrovo anche oggi a scrivere sulla questione Grillo. Ed invero è particolare come questa persona, con pochi giorni di agire sociale particolarmente roboante, sia riuscito a riaccendere la mia voglia di scrivere e parlare. E' di ieri sera la notizia che presterà "il proprio marchio di certificazione morale" alle liste civiche dei cittadini (che poi avranno autonomia) per le elezioni amministrative: un'ottima idea, si potrebbe dire, visto che le liste civiche sono permesse nel nostro ordinamento come "manifestazione del pensiero nell'agire collettivo", e che esse rappresentano movimenti che meglio rappresentano, forse, gli abitanti di una determinata zona ...
-+Lettera ad Eugenio Scalfari
804 days ago
Manco da questo blog da moltissimo tempo, ma solo di recente ho sentito la pulsione di tornare a scrivere: mi scuso quindi con i miei 5 (15 li abbiamo persi per strada) lettori, se il primo post sarà una lettera aperta, recapitata stamane alla redazione di Repubblica. --------------------------------------- Esimio dottor Scalfari, per quanto probabilmente leggerà in continuazione e-mail di persone ben disposte nei confronti delle sue analisi, ho sentito doveroso dopo lungo tempo farle arrivare anche la mia “voce”: sono un ragazzo ancora ben distante dalla maturità, ma che per inclinazione personale, oltre che per sano interessa accademico (sono convinto capisca  quanto ,per uno studente di giurisprudenza, l’attualità politica possa essere rilevante), occupa il proprio tempo libero leggendo la Repubblica, sempre alla ricerca di suoi editoriali che, sinceramente, apprezzo massimamente per lucidità e stile. Condivido pienamente la sua valutazione sul V-day di ...
-+Shell
1072 days ago
Facilmente, l'argomento verrà a noia ai lettori, essendo stato ultra esposto mediaticamente. Facilmente, dirò cose scontate, da "bar sport", sulla morte di Welby, cose che vuoi tutti avrete sentito o pensato, condiviso o odiato, nei termini che preferite: ma laddove sento gente che dice che la popolazione carceraria andrebbe sfruttata come mano d'opera gratuita, e che una certa etnia va fatta lavorara gratuitamente perchè comunque non contribuisce con i propri stipendi all'economia, mi viene spontaneo non sentirmi troppo stupido per la banalità delle mie affermazioni. Welby è morto. Come il Papa, Welby è morto dopo una -lunga- sofferenza. Ma, -forse- diversamente dal Papa, Welby ha scelto l'ora della sua morte. Welby ha esercitato il massimo grado di autodeterminazione dell'uomo, di libertà dell'uomo, decidendo di negare a sé medesimo la vita. Ma perché? La  domanda è forse sciocca. Soffriva, ed è chiaro a tutti lo stato fisico in cui si trovava. Non sono lui nè lo ...
-+Not Brave, Old World
1118 days ago
L'ultimo fine settimana è stato pieno di avvenimenti di una certa rilevanza politica, è palese a tutti, e proprio da essi la mia "vena giornalistica" ha ripreso vita: passerò però solo a volo d'uccello sui due che oggi maggiormente interessano i quotidiani (la sentenza di morte per Saddam Hussein e le mid-term USA) per sottolineare altro. Quanto al primo argomento, i rilievi sono pochi e scarni: come molti avevano sottolineato, un tribunale in loco per crimini sicuramente internazionali (ravvisabili direi: genocidio, crimini contro l'umanità) non poteva che portare ad una soluzione "violenta" come comminare la pena di morte, che essa poi venga commutata in ergastolo o meno. Sarebbe stato più "equa" una Corte Internazionale (come quella dell'Aja...anche se dubito l'Iraq abbia aderito allo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale...), anche se verosimilmente avrebbe scontentato proprio gli iraqueni con il suo approccio più giuspositivista (se ...
© 2009 MicrosoftMicrosoft