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5 days ago
Un traffico maestoso, inesauribile. Un'avanzata che preferisce restar ferma per contemplare silenzio e immobilità collettive. Gli sguardi adiacenti della gente in attesa, che sembrano arrestare il tempo come istantanee sfuggenti. Il fumo improvviso che fuoriesce dall'interno della vettura e la portiera rimasta bloccata. Le unghiate stridule sui finestrini e l'indifferenza di tutte quelle facce assenti. L'agognata liberazione e il volo di fuga. L'immensità del cielo finchè la corda non indirizzi un senso sulla spiaggia. Avvocato, l'ho preso... Lui pare non voler cedere ai richiami del nobile a cavallo e d'un giovane uomo che lo tiene in alto. Poi giù definitivamente, cascando sul mare.
11 days ago
La giovane songwriter inglese Nancy Elizabeth, ancora misconosciuta ai più, è appena giunta al secondo capitolo della sua discografia con Wrought Iron. A due anni dal promettente e suggestivo esordio Battle And Victory, caratterizzato da moderne intuizioni Folk, le aspettative per un graduale perfezionamento stilistico non erano poche. Eppure bisogna dire che, una volta concluso il disco, l'impressione generale è quella di un inaspettato passo indietro. In Wrought Iron prevalgono atmosfere invernali, raccolte e sofferte, ma a latitare sono i momenti davvero memorabili. Incerta se seguire le orme di Tori Amos o della PJ Harvey di White Chalk, la Elizabeth finisce col difettare di personalità declinando le influenze con spirito più accademico e meno emozionale. E così Wrought Iron si presenta come il classico album che vorrebbe essere ma non è, senza dubbio curato e interessante negli arrangiamenti, ma che poco invoglia a ripetuti ascolti. L'incipit strumentale di Cairns, ...
16 days ago
L'altro giorno, una signora mi ha fermato chiedendomi se la pioggia degli ultimi tempi sarebbe continuata a cadere nelle prossime ore. Io naturalmente speravo di no, anche perchè con questo periodo d'influenza ci manca giusto il clima piovoso/ventoso/temporalesco a dare la botta definitiva. E lei dopo ha aggiunto pressappoco: "poi come fareste voi giovani, che non potete più uscire per colpa di quest'aria?". Era come se mi avesse letto nel pensiero. Infatti, quest'ultima domenica sentivo il bisogno di farmi quattro passi per sperare nell'incontro più necessario che ora potessi desiderare ma, puntualmente, una pessima pioggia autunnale ha rovinato tutto e così, nel tardo pomeriggio, sono dovuto rimanere dentro casa a consolarmi con i Flaming Lips e Neko Case. Forse è meglio non spazientirsi troppo, che il bello verrà da sè. A patto di non trovarmi alle 23:16 d'un qualsiasi sabato sera in Piazza Martiri di via Fani, onde evitare che mi squilli il telefonino e dover ...
30 days ago
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35 days ago
Eclettici, deliziosi, inconfondibili, sorprendenti. Sono questi gli aggettivi che meglio definiscono Ira Kaplan, Georgia Hubley e James McNew, vecchie conoscenze dell'indie-rock americano e acuti esibitori di una cifra sonora in costante evoluzione. Quando si parla degli Yo La Tengo occorrerebbe un ripasso immediato di questa pregevole e infallibile carriera, specie dei capolavori I Can Hear The Heart Beating As One (1997) e And Then Nothing Turned Itself Inside-Out (2000). A distanza di tre anni, anche l'ottimo I Am Not Afraid Of You And I Will Beat Your Ass pareva aver dato tutto in termini creativi, ma è evidente che gli Yo La Tengo non vogliono finire di stupirci con la loro miracolosa maturità da veterani. Ecco quindi le Popular Songs concepite secondo rielaborazioni proprie di linguaggi musicali diversi, esposti nella consueta forma naturale e malleabile di cui la band è maestra. Si tratta, in definitiva, del nuovo concentrato superbo di ciò che sono stati (e sono ...



