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943 days ago
Nudo il ricordo insinua vane le membra. Fatue le parole stanotte. Regina, dove sei? Le tue parole vibrano sotto al mio culo L'empatia che ci unisce è inversamente proporzionale al quadrato della distanza che ci separa o alla quantità di tannino che passeggia sulle mie rètini? Oggi non mi lamento, sono io la causa dei miei mali.
971 days ago
Perdalmine! E così facevi finta di nulla eh? Sei bravo però a fingere quando ti conviene. E dimmi, come si vive così? Come si vive con quel tarlo nello stomaco che scava e rode? Sapendo che quel bruciore non è altro che il tarlo della tua infamia! Ipocrisia, IPOCONDRIA! Hai passato un bel pò di tempo a scavare il tuo bel fossato Perfetto! Ma se avessi speso tutte quelle energie in altro, non sarebbe stato meglio? O hai ancora voglia di nasconderti? Ancora? La superbia che ti contraddistingueva una volta non c'è più e al suo posto? Non vedo che la carogna d'un leone putrescente. Certo, aprirti no, quello mai, gli altri non capirebbero ma che colpa ne hanno? Non ricordi cosa t'insegnai? Che essere unico che eri! E adesso, piangi... Piangi perchè ti sei perso a cercare un qualcosa che non saresti mai stato anche adesso continui a nasconderti, adesso che ti parlo continui a mentire invece di scoprirti. Piangi e sei solo, che pena mi fai. ...
977 days ago
(Sospiri. Nei tuoi occhi, affondano.) S'è alzato adesso il vento, candide carezze che asciugano lacrime di sabbia. Non dirò mai (e sospiro, nei tuoi occhi affondo.) Un profilo, lontano di vene tagliate: Tramonto e riverbero su di un lago di sangue. Non dire mai, ho bisogno di te. (Sospiri che nei tuoi occhi affondano.) Auto che passano lente squarciano cieli padani. Pomeriggi sottovuoto privi di sonorità e un palazzo che cade. Come una stella, oggi, implodo su me stesso. (Sospira che nei tuoi occhi affondo.) Si dice rinascano, a volte, d'infinita luce.
982 days ago
Si videro, si piacquero, si conobbero e naturalmente si fece sì che si rimanesse BUONI amici. Fanculo tu e le complicazioni (bah...).
1026 days ago
Un treno lungo, vuoto e veloce. Altro week-end romano alle spalle. -Dove lo porti?-, aveva chiesto la mamma. -Cose da uomini-, aveva risposto Libero Parri, e da lì Ultimo non si era fatto più domande perchè se hai cinque anni e tuo padre ti porta con sé, in quel modo, sei felice e basta. Per cui aveva corricchiato dietro di lui fino al bivio per Rabello. L'aveva fatto senza sapere che per infinite volte, da grande, avrebbe rivisto quella immagine, proprio quella: la sagoma massiccia del padre che camminava a grandi passi davanti a lui, contro il volo della nebbia mattutina, senza mai voltarsi né per aspettarlo ne per controllare che ci fosse ancora. In quella severità, e in quella assenza totale di dubbi, vi era quanto suo padre gli aveva insegnato dell'essere padri: che è saper camminare, senza mai voltarsi. Camminare il passo lungo degli adulti, senza pietà, ma un passo limpido e regolare, perchè tuo figlio possa capirlo e starci accanto, nonostante il suo passo ...



