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-+Perchè sono andato a bere il vino dei castelli al posto di manifestare.
59 days ago
Domani, che per Voi lettori sarà oggi, o ieri, o chissà, non andrò alla manifestazione indetta dalla Federazione della Stampa per la libertà della suddetta. Non comprerò il mio biglietto, niente fermate di metropolitana, niente slogan e sberleffi. E si che avrei potuto incontrare qualche ragazza, e dopo andarmene al Mac Donalds. Sarebbe stato un pomeriggio simpatico, sessantottino; mi sarei inebriato nell'odore di sudore e colonia dozzinale, di cappotti di pensionati, di stole da maestrine, mi sarei fatto trasportare dalla forza e dalla foga della folla, avrei cantato, urlato e mi sarei sentito potente, importante, utile. Mi sarei immaginato come un bravo cittadino a sostegno delle istituzioni. Avrei avuto la coscienza a posto. E invece no. Mi perderò Saviano, la Dandini (suppongo), Santoro, e tutti i notabili che ci si aspetta di vedere a questi eventi. Non ci saranno nell'ordine: i punkabbestia coi cani, i rasta, le bottiglie di Peroni da 66 cl; quegli odiosi tipi dei centri ...
-+Abbi paura, Nino
115 days ago
Mentre torno a casa col sacchetto della spesa passo davanti al vecchio campo di calcio del paese. Il rettangolo di terra arida e polverosa sembra sabbia, per quanto poco ci rimbalza il pallone; dopo la sterpaglia c'è una fila di tribune, oggi inagibile, dove un anno andai a guardare le stelle con una ragazzina (avevamo quattordici anni, quattordici). Da qualche parte c'è una baracca con l'acqua corrente, sempre fredda, e sono gli spogliatoi. In mezzo al campo stanno giocando, anche se sono solo le 5 e c'è un caldo boia; in mezzo al campo si riconosce indistinguibile la figura di Zico. Zico ovviamente non è il giocatore originale, il campione degli anni'80 dell'Udinese e del Flamengo; il terreno di gioco probabilmente si squarcerebbe se ci camminasse lui. Zico è Giovanni Zichinotti, memoria storica e orgoglio del paese, un giovanotto di quasi cinquant'anni; e si che in questo posto non accade mai nulla, e io qui passavo anche tre mesi all'anno ai tempi della scuola dell'obbligo, e ...
-+boh
345 days ago
Idealmente quando mi metto a scrivere mi riallaccio alla grande tradizione contemporanea (poveri loro). In realtà scrivo poco e male, e quando mi danno un assegno di solito lo svolgo in maniera frettolosa e di controvoglia, però sono fatto così, mi dicono che sono bravo, e tutto sommato anche Balzac, Verlaine e non so quant'altri scrivevano solo perchè erano poveracci coperti dai debiti. Condizione generale per la scrittura è il distacco. Quando le cose che accadono hanno te per protagonista manca sia il tempo che il coraggio per fermarsi a raccontare. Poi manca la distanza. Immaginate una sera, dopo alcuni bicchieri di qualche modesto alcolico, di ritrovarvi abbracciati a una qualche ragazza, magari una compagna di corso o una segretaria della porta a fianco, pensate di concretizzare quello che avete fantasticato mentre giravate con l'asticella di plastica il solito caffè da due soldi. Che pensate che raccontereste? Le cose sono tutte troppo stupende quando accadono perchè noi le ...
-+Il Liam Brady della Carta Stampata
377 days ago
Mi si chiede un articolo sulle abilità richieste dal mondo del lavoro. Ad uso del lettore, si sappia che l’età che indosso mi rende impossibile aver già visto, ma mi offre tutto lo spazio per congetturare. Il mondo del lavoro è una specie di enorme sottoscala nel quale si mescolano   alla rinfusa professionalità di vario tipo, e nella confusione generatasi alcuni soggetti – le imprese – rilevano e acquistano le individualità nel mucchio. Una simile definizione rende tutti noi mortali, soggetti alle scelte degli uffici risorse umane, come tanti giocattoli sulle mensole di un grande magazzino, ognuno con le sue scatole di pvc, i propri cartoni colorati, le proprie promesse di efficienza e puntualità. Siamo sospesi sulle nostre grucce di metallo degli espositori, sbattendo gli uni agli altri al minimo colpo di vento, in attesa che qualcuno di decida ad acquistarci. Le università producono enormi blister dai quali, schiacciando con forza le singole capsule, escono ...
-+(2)
388 days ago
Nasco in una città piena di nulla, nel profondo niente, in un giorno di inverno di poderosi anni '80. Sono cresciuto negli agi ovattati della provincia, lasciando che le piccole esperienze di un minuscolo posticino mi sorreggessero e abbandonando ogni competizione. Ora abito in una grande città del mondo e faccio l'università. Lontano dalle spalline corpose e dai Dire Straits e da tutto ciò che mi ha generato, riscopro nel ripartire quanto sia piccolo e nulla, in confronto alla grandezza del mondo. Allo stesso tempo, ogni tanto ritrovo la misura di qualcosa di immenso, magari quando riesco ad andare a letto con una e l'abbraccio con un trasporto, che una relazione da poco non merita. Poi tutto passa, quando infiliamo le nostre mutande colorate, i vestiti di forme sempre strane, e mi affaccio al davanzale, cercando di comprendere il mio destino in questo perenne andare, in questo farsi e disfare.
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