da la Repubblica , 20 marzo 2008 Una buona notizia: uno strumento in più per salvaguardare il paesaggio Arriva il Codice salva-paesaggio di Giovanni Valentini I beni culturali non sono assimilabili alle "merci". È il principio ispiratore del Codice voluto dal vicepremier Francesco Rutelli, predisposto da una commissione presieduta da Salvatore Settis e ratificato ieri dal Consiglio dei ministri. Il testo è fondamentale per la salvaguardia del paesaggio italiano ed eviterà - grazie a un sistema di garanzie molto stringente - la costruzione di nuovi ecomostri. Il Fondo per l'ambiente italiano commenta entusiasta: «Un passo importante per rilanciare l'economia e il turismo». È passato quasi un secolo da quando Benedetto Croce, ministro della Pubblica Istruzione nell'ultimo governo Giolitti, presentò il 25 settembre del 1920 la prima legge sul paesaggio, approvata poi due anni più tardi. E nel frattempo, il Belpaese ha dovuto ...
«La biforcazione di fronte alla quale ci troviamo ci pone il dilemma non tra crescere e non crescere, ma quello tra due tipi di “sviluppo”. Lo sviluppo della potenza – è questo che chiamiamo crescita – e lo sviluppo della coscienza. E' questo che vorremmo chiamare, più propriamente, sviluppo» (Giorgio Ruffolo, Lo sviluppo dei limiti, Bari 1994). «Bisogna superare l'atteggiamento, pur giusto, del limite delle risorse per intendere il "limite" stesso come una risorsa» . (Pier Luigi Cervellati, L‘arte di curare la città, Bologna 2000). « I dibattiti sul concetto di paesaggio hanno interesse scientifico, anche se non sono inediti, ma fanno venire voglia di sparare (in senso metaforico) quando sono puramente accademici, disgiunti dalla consapevolezza della gravità dello scempio e del dovere di fermarlo…». Con queste parole ...