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-+capitolo 7
64 days ago
7.   La magia più grande     Fa uno strano effetto guardarsi riflesso in una vetrina mentre cammini per strada. Certo, tutto dipende, in gran parte, dallo stato d’animo che hai… ..A volte sei distratto, ti vedi lì e pensi alla strana forma che hanno assunto i tuo capelli: ricci indomabili maltrattati dal cuscino,mitigati da pettine e schiuma e stravolti da un venticello che puntualmente soffia.   Altre volte ti vedi riflesso e ti fermi per qualche istante. Osservi, guardi te stesso…allora pensi che forse sei   come tanti altri: prima pieni di idee e fervore, con le tasche vuote e lo stile alternativo, dopo con le idee che son rimasta idee, le tasche sempre più vuote e lo stile alternativo che lascia il posto al giubbino dell’Upim, che hai preso solo perché lo hai visto uguale   a uno!… …Ci sono volte, invece, che mentre ti guardi riflesso lì in quella strada tra la gente, ti riconosci…Sai chi sei! Lo sai perché sai ...
-+capitolo 6
263 days ago
6. Un giorno è solo amore,il giorno dopo spero…           La matita scorreva distratta e lenta sul banco dell’aula. Gli occhi verdi persi su quelle lettere che la sua distrazione aveva automaticamente prodotto. Occhi verdi su quel nome, il suo: Rosi. Un film che aveva già visto,centinaia di volte. Erano i tempi del liceo,lei era poco più di una ragazzina e le cose non erano certo più facili di adesso. Lo conosceva bene quel film fatto dello scorrere distratto di una matita su un banco. La fòrmica verde subiva il lento supplizio dell’usura di un anima. La sua. Uno stato d’animo che aveva imparato a conoscere. Un film che rivedeva puntualmente ad ogni litigio con qualcuno a cui teneva. La rabbia iniziale,l’orgoglio,la delusione,il pianto fino a svuotarsi e la rassegnazione. Non importa se fosse per Enrico,al liceo, e per Luca adesso. Il lento rituale di chi si fa del male resta immutato. Lo stesso. Era ...
-+capitolo 5
297 days ago
5. Cose che fanno male               Pamela adagiò i piatti sulla tavola già pronta. Era stata brava,aveva fatto tutto alla perfezione: le posate ai lati del piatto,due bicchieri di cristallo,le candele al centro. Diplomata all’alberghiero con il massimo dei voti,aveva lavorato in molti ristoranti e sognava di fare la direttrice di sala. Un bel giorno però si iscrisse all’università e si rese conto che la psicologia l’affascinava molto. In poco tempo approfondì gli studi e in pochi anni era riuscita ad essere brillantemente prossima alla laurea. Era bella e intelligente,maledettamente bella. Pamela sapeva entrarti dentro e farti male con la medesima dolcezza. Ti conquistava col sorriso sottile e dolce delle sue labbra,le stesse con le quali pronunciava dardi infuocati diretti al cuore. Ti conquistava con la sua energia e la sua vitalità,la stessa con cui scagliava le sue dirette sentenze. Ti sapeva stare vicino e farti sentire ...
-+Capitolo 4
307 days ago
4. Manuela                 Il sole riscaldava quasi come ad agosto, nonostante l’autunno fosse arrivato già da un po’. Qualche temerario camminava ancora in T-shirt, seppur stando all’ombra un leggero venticello richiedesse   l’uso di un golfino. La facoltà di Lettere e Filosofia era strapiena: ragazzi nelle aule alle prese con le prime lezioni, segreteria studenti aperta per i ritardatari delle iscrizioni, gente con libri, cartellette, zaini e borse varie che girava per i chilometrici corridoi in cerca di uffici e aule. Fuori le panchine sotto gli ulivi, di fronte alle aule nuove, accoglievano ragazzi e ragazze…I-pod, zaini, libri, sigarette, fogli, volantini, cellulari…Un mix di voci confuse, colori, risate, odori si mischiava con l’aria, sotto l’azzurro cielo di quel giorno di ottobre. Manuela era seduta lì, su una panchina a metà tra l’ombra e il sole, rannicchiata, con le gambe portate al petto e un lettore mp3 in mano. Muoveva i piedi ...
-+Capitolo 3
317 days ago
3. Una serata come tante               Gli occhiali del professore erano quadrati,di colore marrone, decisamente antiquati e dovevano pesare molto perché i vetri erano abbastanza spessi. Luca li osservava in piedi mentre ascoltava distrattamente, con un mazzo di fotocopie tra le mani, la voce cantilenante della ragazza che lo precedeva all’esame, che rispondeva all’ultima domanda del professore. In certi casi, per scaricare la tensione, Luca aveva l’abitudine di concentrarsi sulle cose più inutili e stupide che lo circondavano. Gli occhiali del professore… La sedia dell’esame… Gli aloni di sudore sulla maglietta di quel ragazzo… Il professore prese il libretto della studentessa. Luca cominciò a sentire il rumoroso galoppo del suo cuore. Non so un cazzo… Non so un cazzo… Non so un cazzo… Era talmente vicino al scrivania del prof, che ebbe paura che il battito impazzito del suo organo ...
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