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-+Note di fine estate
16 days ago
In un momento di pausa di questa giornata di studio nè matto, nè disperatissimo, sento il bisogno di ritrovare un filo logico nelle mie riflessioni presenti che le leghi a quelle del recente passato. Ed è per questo che, a distanza di due mesi circa, trovo il tempo e la voglia di pubblicare dei pensieri che ho buttato giù nel solito pomeriggio di fine estate. [Scritto mercoledì 8 settembre 2009] Fermo e impassibile ma dovrei sbrigarmi: uno scorrere quasi fluido del tempo ma con quei “colli di bottiglia” che simulano un intasamento cosmico. La giornata è finita, il fresco della sera diventa quasi fastidioso sulla pelle ancora memore dell’afa estiva e io, che in quella canicola sembravo mal tollerare ogni momento, provo il primo guizzo di malinconia. Già, perché staremo qui a ripeterlo ogni anno: l’estate finisce e quel che resta è tanta nostalgia per ciò che si è appena vissuto, che sia stato “autenticamente” bello, lauto, intenso, o che si sia trattato della metà ...
-+Un inutile giorno di pioggia
352 days ago
Ore 7.35 a.m. Ritorno al mondo (reale) da quell'altro mondo (dei sogni). C'è un rumore incessante (la pioggia), le gocce vengon giù con convinzione (come i kamikaze giapponesi) e appena scosto il piumone un freddo pungente mi percuote come se volesse farmi male e non posso far a meno di rientrare sotto le coperte per decidere il da farsi. Piano B? Penso: "Ma si perchè no... Un giorno di meritato riposo..." ( MERITATO???  Luca alzati e sbrigati! - irrompe la mia coscienza). Eh già, oggi c'è esercitazione in aula ed è importante vista l'imminente prova in itinere (e su questo non ci piove). Mi alzo, impiego un paio di minuti solo per stabilire l'ordine delle azioni da compiere (lavarmi, vestirmi, mettere le scarpe) dacchè in questi casi la logica fuzzy non è efficace. Prendo lo zaino, l'ombrello, il giubbotto (appunto per la prossima settimana: portarmi da Gela almeno un paio di guanti e una sciarpa ) e passo dal portone all'abitacolo dell'automobile tramite uno ...
-+Racconti d'Estate - parte seconda
380 days ago
[scritto il 5 agosto 2008]    Una brezza leggera, ancora l’odore del mare. Forte. Intenso. Penso alle onde, a tutte quelle molecole d’acqua sballottate da un posto all’altro da una forza misteriosa che nasce dalle interazioni fra le stesse e gli altri agenti naturali: l’aria, la terra, i pesci, i bagnanti… Questione di vibrazioni. Mentre rifletto sugli strabilianti fenomeni della natura mi trovo sottacqua, trattengo il respiro per godermi il più a lungo possibile la sensazione di freschezza che si prova quando, accaldati, ci si tuffa in mare e, andando a fondo, si incontra una corrente gelida: quel contrasto caldo-freddo è qualcosa di meraviglioso. Riemergo. Riprendo fiato, distendo braccia e gambe nella classica posizione del “morto” e adesso le onde mi cullano e il sole bacia la mia pelle abbronzata riscaldandola. Mi perdo in questo relax fisico che però non collide con la torma di pensieri ...
-+Blog al passato
380 days ago
Dopo un lungo periodo di inattività torno a pubblicare qualcosa sul blog. In verità non si tratta di nulla di nuovo perché da un po’ di tempo sono anch’io, come tanti altri, preda di una specie di “blocco del blogger”. Di certo non mi va troppo di condividere il presente ma, stranamente, ciò non vale anche per il passato e così sono andato a ripescare delle cose scritte durante il corso di quest’anno ma mai pubblicate. Preciso che stavolta non si tratta di un esperimento ma solo della voglia di ricongiungere (almeno a livello di “diario”) gli eventi dei mesi scorsi con l’epoca attuale. Quanto descritto, come sempre, costituisce il mio particolare modo di gestire quest’àmbito virtuale di vita vissuta (e narrata) e spero che venga inteso per quello che è, cioè null’altro che un riflesso di quello specchio (impenetrabile ai più) che cela i miei pensieri e le mie vicende personali. Grazie per l’attenzione a tutti coloro che si fermeranno a leggere.
-+Senza titolo [*ep.1 - l'appuntamento*]
455 days ago
N on appena fuori si guardò intorno, la strada era ancora deserta. Girò l’angolo evitando una bottiglia di plastica abbandonata sul marciapiede e giunse sotto un antico palazzo ristrutturato di recente in modo impeccabile. Fu proprio in quel pensiero che per un attimo si perse, notando come opere simili commissionate negli ultimi anni dall’amministrazione comunale avessero prodotto solo scempi. Tornato alla realtà si accorse che a una trentina di metri da lui un signore distinto lo osservava con aria spazientita. Avvicinandosi, con sua gran sorpresa, realizzò come quegli fosse molto più vecchio di quanto gli fosse parso dalla prima occhiata. In quell’espressione poco rassicurante però c’erano due occhi tristi difficili da nascondere, soprattutto a chi era abituato a vederne. «Buongiorno» fu il saluto àtono del tizio cui ricambiò con un cenno. «La stavo aspettando, è in ritardo». «La mattina mi piace dormire. E considerando che a malapena si può dire che ...
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