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950 days ago
19 aprile 2007 Caro papà, lo giuro. Questo è l’ultimo tentativo che faccio. Imbarazzata dichiaro di essere seduta qui sul cesso, tavoletta giù. Mi stringo le gambe nelle braccia e ondeggio di un movimento Autistic Formula che ogni NON SO QUANTI MINUTI scema in fissità posturale. Oggi, prima di diventare autistica, sono stata nell’ordine: borderline, sociopatica, antisociale, ossessivo-compulsiva ed isterica. Ma non mi basta e divento schizofrenica, una schizofrenica waterproof che impermeabile si lascia scivolare addosso un disturbo dell’umore qualunque perché è solo acqua fresca, in confronto alla dissociazione mentale. Sigillata in bagno sono felice e piango, mi sento triste e sorrido. Perdo il contatto con la realtà, la concezione dei limiti del mio io. Ora depressa, ora euforica, guardo la lancetta. La guardo, ma NON SO DA CHE ORAessaiperchè? Perché lei non si muove, papà. Le pile dell’orologio sono finite e anche se le cambiassi ...
966 days ago
Me n’ero andata in fissa, come da copione. Masticavo una daygum convincendomi avesse ancora, dopo ore di macinamento, il solito gusto d’aspartame cui ormai mi ero assuefatta, e affezionata. Ah si! Intanto mi cercavo in un riflesso e, se non fosse per la suddetta pratica digestiva, mi accorgevo di sembrare una di quelle persone che tutti definirebbero “a modo”. Orecchini di perle Ayoka: impostazione classica. Ballerine tacco zero: mood naif. Freud in una mano: formazione accademica. Mela verde nell’altra: la salute prima di tutto. Ma poi, quando pizzicavo la pelle del polso, quella bianca, sottile, confine all’apparenza inconsistente tra ciò che sono e ciò che sembro, sentivo il cuore pulsare. E pulsava a ritmo di un Manson blasfemo al ridicolo. Quanto mi piaceva. Mi piaceva che gli altri pensassero fossi una brava ragazza. Una come tante, che abbina il gloss alla fantasia del perizoma interdentale, che parla di valori assoluti a preti e ...
999 days ago
Panzon si è messo il vestito migliore ed è pronto a varcare la soglia per abbracciare la piccola. Anche questa volta però il suo girovita è incredibilmente esuberante e un abbraccio incompleto è solo un abbraccio mancato. Quando sarà abbastanza forte da rinunciare al secondo per un abbraccio degno di questo nome? Riempie lo stomaco per riempire l’anima, Panzon. La piccola, d’altro canto, è una piccola carogna schifiltosa ultimo posto al campionato mondiale d’apnea in appartamento, e la pancia di Panzon è davvero un buon alibi per lei. Lo vede una volta all’anno solo se l’anno è dispari e non riesce nemmeno a far finta che il suo alito non sappia di tropici, così caldo umido com’è; uno spiffero all’aroma di cotone, carta, tabacco e gas butano. Così trattiene il respiro finchè può per poi lasciar la presa e correre sul balcone in cerca di un odore qualsiasi purchè non sia quello di Panzon. Quando crescerà? Le piace restare piccola. ...
1012 days ago
[Questa storia non parla di me. Mio padre è di là, e peraltro non fuma.] E così lui se ne va, e le foglie cadono tutte dagli alberi. Questa è una di quelle lunghe giornate invernali in cui hai le mani gelate e ti spiace che la luce non abbia voglia di trattenersi ancora un po’ con te. Ma la strana sensazione che l’inverno nasconda la primavera ti consola. O forse è solo inverno, in un giorno primaverile. Perché quando se ne va, quando le foglie cadono tutte dagli alberi, in quel preciso istante, lui ti rovina la vita. E la senti la tua vita, mentre si spezza. Provi a giustificarlo, chiamandolo ruggine, inverno, gravità. Provi a fingere che appartenga a un altro mondo, che sia speciale. Dentro di te però lo sai che è semplicemente lui. Nemmeno la scusa delle sigarette, borbotti. “Vado e torno” avrebbe potuto dirti, come in un inganno che si rispetti. L’avresti guardato negli occhi e magari per una volta, per un’unica fottutissima ...
1023 days ago
<<Prego signorina C., venga. (scarabocchia qualcosa). Si accomodi. Siamo rimasti solo noi. (scazzo. alza la testa. sollievo.)>> <<Già. Grazie. Buonasera (molto Rottermeier). Sa Professore, sono qui da questa mattina alle nove. La voglia di fare l’esame mi è comedireunpo’ PASSATA.>> <<Eh eh (sorriso imbarazzato). Mi dispiace signorina, ma siete in quanti siete, ovvero tanti. Oggi a lei domani a un altro (tentativo malriuscito di ammiccamento).>> <<Si certo Professore ( Dio che schifo .), ha ragione. Mi scuso per l’osservazione da infanta inacidita, ma, Lei capisce, sono davvero stanca.(si toglie il maglioncino e sorride).>> << Dunque (primo colpo di tosse), allora. Vista l’ora le devo ALMENO una domanda a piacere.>> <<Già, (sottovoce) il piacere. >> << Come dice scusi? ( Cazzo. Ho sentito bene? )>>. <<No, niente. Vaneggiavo tra me e me. ( Si. Hai sentito bene, brutto ...



