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178 days ago
Dicono in giro che parlare al passato di qualcuno sia il primo segno di accettazione della sua scomparsa. I ricordi iniziano quando capisci che sono momenti irripetibili, piccoli attimi di vita, che legati insieme raccontano una storia, talvolta due o più. La felicità di una persona si conquista con i piccoli gesti, e, quando meno te lo aspetti, diventi dipendente da quella felicità, schiavo di un' abitudine che non stanca mai. I pomeriggi trascorrono più veloci quando si è in due, quando alla tua voce ne fa eco un' altra, di pari intensità e diversa lingua, a riempire un silenzio assordante. Sono le coccole, le carezze e gli sguardi. Piango di lui ciò che mi è tolto, le braccia magre, la fronte, il volto. Dicono che quando in una casa abita un gatto nero, è segno che ci sia amore, tanto amore. Forse è proprio quell' affetto incondizionato, che mi ha reso quello che sono. A un amico, un fratello, uno degli individui ai quali ho voluto più bene al mondo. Ciao ...
272 days ago
Quando chiesi a mio padre "cosa c' è alla fine del mondo?" mi prese in spalla e rispose, con tono caldo e profondo. "Osserva figliolo, fin dove il tuo sguardo si riresce a posare, a metà tra le nuvole e il mare. Laggiù ci son uomini alti come bambini, la loro ombra, a confronto, li fa sembrare dei nani". Alto sui naufragi, dal bel vedere delle torri, dalle spalle di mio padre volevo toccarli; con gli occhi socchiusi, all' altezza del sole, cercavo di cogliere quel segreto speciale. "Alla tua età sognavo mondi diversi, con mille colori e dialoghi in versi, fiumi di azzurro tra distese di verde, guardando di notte la luna e le stelle." Le mie mani stringevano immagini distanti, mi divertivo a spostarle e seguirle sfuggenti. Tolsi gli occhiali scuri a mio padre, senza un cenno del capo rimase a guardare: la luce diretta non gli fece alcun male, le sue palpebre grandi non si chiusero al sole. "Non conosco il luogo dove tramonta ...
325 days ago
Ricordo i pranzi della domenica di quando ero bambino, e la casa di mio padre profumava di pasta al sugo e vinile. Ricordo le tue parole sussurrate dallo stereo nel salotto accompagnate dalle labbra di mio padre, affinchè potessi anche io comprenderne il senso. Mi hai tenuto per mano nei momenti più tristi, perchè la tua musica è per le "anime salve". Hai ispirato ogni mio giorno ed ogni mio pensiero. Stasera, come ogni sera, ascolterò la tua voce che canta nel vento, chiuderò gli occhi e cercherò di renderti omaggio, a modo mio. Sei il più grande poeta che la gente abbia mai avuto. Grazie, di tutto. Ciao Fabrizio. "Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile" -Fabrizio De André
363 days ago
Lei è bella, come una Venere di Milo, forse con un paio di braccia in più e un pò meno tette. Porta i suoi diciassett' anni in uno zaino Invicta sui banchi di scuola, contaminandoli con birra e sigarette, perchè il sesso è ancora un tabù. Chi conosce Giada sa che stiamo parlando di un' adolescente con la A maiuscola e tutte le vocali al loro posto, una di quelle che scrive "perchè" in forma estesa e dice ancora "ti voglio bene" per intero. Accarezza con una mano la penna e con l' altra la superfice liscia del foglio, non è la prima volta che scrive, ne sarà stata l' ultima. Le parole rimbombavano pesanti e stanche nella sua testa, i suoi occhi da ragazzina stanca confermavano questa immagine. Guarda la penna, il foglio e poi di nuovo la penna. Sua madre la chiama "incapacità di focalizzare l' attenzione", i medici la chiamano "adolescenza". Tra i capelli neri che coprono le orecchie si fa strada una musica elettronica con ritmi sincopati. Pause, ...
366 days ago
Mi hanno insegnato a lavorare in maniera metodica, fin da quando ho aperto i miei occhi sul mondo. Ho imparato a svolgere delle azioni sequenziali distinte, definite, senza possibilità di errore o di minima sbavatura. Inquadratura, messa a fuoco, calcolo dell' esposizione, scatto. Quattro semplici operazioni sequenziali, che racchiudono l' essenza di un arte. Mi hanno insegnato a osservare il mondo, a notarne i minimi particolari, le zone di luce, quelle d' ombra, le figure statiche e quelle dinamiche. Ho imparato a distinguere il bianco dal nero in ogni tonalità di grigio, riesco a leggere ogni sfumatura cromatica in toni di grigio. Sono stato convocato per immortalare i momenti più importanti nella storia, sapevo trasmettere emozioni attraverso un' immagine come nessun altro al mondo. Inquadratura, messa a fuoco, calcolo dell' esposizione, scatto. La mia vita era ridotta a queste quattro operazioni fondamentali, perchè quando si è fotografi lo si è anche nella vita. Inizi a ...



