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33 days ago
“…dimenticava ogni volta che bastava così poco per ritrovare tutto quello che bastava… Ricordava il nome della felicità… nome Proprio del tempo passato insieme e non ancora passato…profumo nascosto in ogni angolo della memoria che si fa immagine da lasciare sulla carta per tutte le volte che avrebbe voluto parlarle…”
42 days ago
“Tutto quello che resta è il ricordo delle notti che ti ho raccontato. Quanto c’era di me in quelle pagine, quanto di te, forse tutto il tuo essermi dentro. Eppure non ti ho mai amato e ti amo ancora, e riesco ancora a dirlo, io, fedele all’unica promessa che posso, prima e dopo di te, nessuna più come te, più di te. Promessa che mantengo solo a me stesso, l’unico per cui conta davvero, ancora padrone per queste ultime ore di questo mondo di carta che ti è appartenuto senza la tua volontà, che vale quanto questo foglio, niente di più, niente di meno. Le parole non hanno peso, e l’ho capito ora, visto che non restano; i sogni invece ne hanno tanto, zavorra sul mio futuro, il tuo passato, unico desiderio per cui sono stato quello che sono stato. Faccio i conti con i pensieri, mi interrogo non potendo interrogarti, e mi chiedo e mi rispondo. Se tutto fosse falso, allora saprei parlarne ancora, saprei crederti mia come non lo sei mai stata, ...
62 days ago
“Quella sera passava leggera su Gin, pensando ad un passato che si faceva presente e a un futuro inesistente. Fotografie di attimi, gli occhi passarono da anima ad anima le parole senza bisogno di aggiungere niente. Domani sarebbe rimasto Domani senza mai farsi ricordo, senza mai farsi viaggio da raccontare. Domani si fece speranza, poi illusione, per diventare quello che è nelle storie che iniziano ad essere scritte partendo dalla fine: niente …”
84 days ago
“ Conosceva già quella sera che stava arrivando. L’aria familiare della distanza, il sapore del vino rosso e delle attese affogate. Lo specchio rotondo gli restituiva una foto di un clown che tra il ridicolo e il coraggio si era lasciato sognare per un numero indefinito di notti da un ancor più indefinito numero di persone. Numeri, che non hanno importanza quando manca il primo tra loro, l’inizio di tutto. Spettacolo non pagato da quell’unico sorriso che avrebbe voluto, e ancora crudele lo specchio gli restituiva una foto: la sua faccia al sentire quelle parole che lo avevano fatto sentire invisibile. Tutto questo spettacolo di sé completamente dimenticato, oscurato dal primo pagliaccio a due metri più in là. Chiuse con cura la valigia del trucco, cercando di evitare ogni possibile disturbo, sciogliendo la chiave in un anello senza regina. Si alzò salutando col cappello quello che di lui vedeva allo specchio. Era la cosa che aveva amato di più ...



